venerdì 20 giugno 2014

1 Gli strumenti della Geografia

GLI STRUMENTI DELLA GEOGRAFIA

L’ORIENTAMENTO

L’orientamento è quella cosa che ci permette di conoscere in quale direzione dobbiamo andare, quando vogliamo spostarci in casa, in città o sul territorio.
Per farlo usiamo dei punti di riferimento occasionali: per esempio una scala, una casa, una piazza, un negozio e così via.
Ma ci sono anche dei punti di riferimento fissi, usati dai navigatori per muoversi nel mare e nell’aria, e importanti anche per studiare la Geografia. Questi punti sono i punti cardinali.
Già gli antichi avevano individuato i punti cardinali. Di giorno guardavano il Sole e avevano visto che sorgeva sempre dalla stessa parte e tramontava sempre dalla parte opposta. Chiamarono il punto in cui il Sole sorge al mattino EST e il punto in cui tramonta alla sera OVEST. Decisero inoltre di chiamare SUD il punto in cui il Sole si trova a mezzogiorno e NORD il punto opposto (che corrispondeva al punto in cui si trova la Stella polare, cioè l’unica stella del nostro emisfero che resta fissa nel cielo).


In base a un accordo internazionale, le carte geografiche sono tutte orientate in modo che il nord si trovi in alto e il sud in basso; di conseguenza l’est si trova a destra e l’ovest a sinistra.


I punti cardinali hanno anche altri nomi, come puoi vedere nella seguente tabella:
nord (N)
settentrione
mezzanotte
est (E)
oriente
levante
sud (S)
meridione
mezzogiorno
ovest (O)
occidente
ponente

Inoltre tra i punti cardinali esistono anche dei punti intermedi, che vengono rappresentati mediante la rosa dei venti, una stella a otto punte che permette di classificare i venti in base alla provenienza (come puoi vedere nell’immagine successiva):

LE COORDINATE GEOGRAFICHE

Dove si trova Milano?
Posso rispondere dicendo che si trova nell’Italia settentrionale; oppure a ovest di Trieste; o a nord-ovest di Cremona; o a sud di Amsterdam…. Tutte risposte esatte. Ma se io voglio sapere esattamente dove si trova Milano sul pianeta Terra, devo usare un altro sistema per rispondere alla domanda iniziale. Questo sistema è quello delle coordinate geografiche.
I geografi hanno immaginato quello che segue.
Dividiamo la Terra in una serie di linee orizzontali misurabili in gradi. Se consideriamo come punto di partenza la linea di 0°, che è quella che divide la terra a metà e che chiamiamo equatore, otteniamo 90 linee orizzontali a nord e 90 linee orizzontali a sud:


Su queste linee (che chiamiamo paralleli) possiamo misurare la distanza di un punto dall’equatore e la chiamiamo latitudine. Per esempio:


La distanza dall’equatore (cioè la LATITUDINE) del punto A è di 40° Nord.

La latitudine del punto B è di 20° Sud.

La latitudine del punto C è di 38° Sud (all’incirca, perché non abbiamo disegnato tutti i paralleli).

Immaginiamo poi delle linee verticali, anch’esse misurabili in gradi, e scegliamo come linea di 0° quella che passa per l’osservatorio di Greenwich, a Londra; in questo modo otteniamo 180 linee verticali a est di Greenwich e 180 linee verticali a ovest:


Su queste linee (che chiamiamo meridiani) possiamo misurare la distanza di un punto dal meridiano di 0° (o meridiano di Greenwich) e la chiamiamo longitudine. Per esempio:


La distanza dal meridiano di Greenwich (cioè la LONGITUDINE) del punto A è di 80° Ovest.

La longitudine del punto B è di 40° Ovest.

La longitudine del punto C è di 30° Est.

Ma tutto questo va combinato insieme, perché ci sono tanti punti su un parallelo e tanti punti su un meridiano, ma c’è un solo punto all’incrocio tra un parallelo e un meridiano. Quell’incrocio ci indica l’esatta posizione di un punto sulla Terra, cioè le sue coordinate geografiche.
Ad esempio:

Le coordinate geografiche del punto A sono: LATITUDINE 45° Nord - LONGITUDINE 75° Ovest.
Le coordinate geografiche del punto B sono: LATITUDINE 15° Sud - LONGITUDINE 45° Ovest.
Le coordinate geografiche del punto C sono: LATITUDINE 18° Nord - LONGITUDINE 12° Ovest.

Nella realtà paralleli e meridiani non sono misurabili solo in gradi, ma anche in primi e in secondi (entrambi da 1 a 59); però solo con strumenti molto precisi noi possiamo stabilire le vere coordinate geografiche di un punto.
Di solito a scuola, utilizzando carte geografiche a grande scala, dove non sono segnati tutti i paralleli né tutti i meridiani, noi possiamo calcolare le coordinate in maniera solo approssimativa. Però bisogna stare attenti a non commettere errori grossolani. Per esempio, nell’immagine precedente non possiamo dire che la LATITUDINE del punto C è di 14° Nord, perché il punto C è compreso tra il parallelo di 15° e quello di 30° (e il 14 non è tra 15 e 30); non possiamo neanche dire che è di 27° Nord, perché il punto C è molto più vicino al parallelo di 15° che a quello di 30°.

È importante, poi, non confondersi: la LATITUDINE può essere solo a Nord o a Sud dell’equatore e la LONGITUDINE può essere solo a Est e a Ovest del meridiano di Greenwich!

ESERCIZIO 1
Osserva gli esempi e completa:

ESERCIZIO 2
Osserva gli esempi e completa:


ESERCIZIO 3
Osserva gli esempi e completa:


ESERCIZIO 4:
In ognuna delle coordinate geografiche seguenti c’è un errore: trovalo.

LATITUDINE 43° Nord – LONGITUDINE 58° Sud

LATITUDINE 16° Est – LONGITUDINE 143° Ovest

LATITUDINE 92° Nord – LONGITUDINE 18° Est

LATITUDINE 37° Sud – LONGITUDINE 187° Ovest

LATITUDINE 15° 63’ Sud – LONGITUDINE 153° 46’ Est

LATITUDINE 59° 13’ Nord – LONGITUDINE 74° 61’ Est

LATITUDINE 9° 25’ 41’’ Nord – LONGITUDINE 62° 09’ 75’’



LE CARTE DEL TERRITORIO

In Geografia si usano vari tipi di carte per rappresentare un territorio.
In queste carte le misure vere del territorio sono rimpicciolite, cioè rese più piccole, mediante la riduzione in scala, cioè il numero per cui vengono divise le misure reali.
La scala si scrive mediante 2 numeri, di cui il primo è sempre 1, seguito da : e da un altro numero, più o meno grande; per esempio
   1:10.000 (si legge 1 a 10.000)
   1:3.000.000 (si legge 1 a 3 milioni) eccetera.
Che cosa significa?
In una scala, per esempio, di 1:10.000, significa che la realtà è stata rimpicciolita 10.000 volte; vuol dire anche che 1 centimetro sulla carta corrisponde a 10.000 centimetri nella realtà.
Più il numero della riduzione è grande, più la realtà è stata rimpicciolita: si dice allora che abbiamo una piccola scala, perché la realtà è stata molto rimpicciolita. Se il numero della riduzione è piccolo, la realtà è stata rimpicciolita poco: si dice allora che abbiamo una grande scala.

Osserviamo una scala, per esempio questa:
    1:15.000.000
Significa che 1 centimetro sulla carta corrisponde a 15 milioni di centimetri nella realtà. Però nella realtà noi non misuriamo le grandi distanze in centimetri, bensì in chilometri (io non dico che abito a 300.000 centimetri dalla scuola, ma che abito a 3 chilometri dalla scuola).
Devo quindi trasformare i centimetri in chilometri, cioè devo sapere quali sono le unità di misura che si usano, come puoi vedere nell’immagine seguente:


In pratica, per calcolare nel secondo numero della scala i chilometri, devo togliere le 5 cifre più a destra. Perciò, nella scala 1:15.000.000 1 cm sulla carta corrisponde a 150 km nella realtà.
Se tra le 5 cifre che tolgo ci sono numeri diversi da 0, quei numeri indicano qualcosa che fa scritto dopo la virgola. Per esempio
nella scala 1:125.000, un cm sulla carta corrisponde a 1,25 km.

A seconda della scala (che è sempre scritta in ogni carta) abbiamo diversi tipi di carte. Cominciando dalla scala più grande e finendo con la scala più piccola, abbiamo:
- le mappe (si usano per rappresentare un territorio limitato, per esempio la strada dove abiti)
- le piante (si usano per un territorio un po’ più grande, per esempio il quartiere di una città)
- le carte topografiche (si usano per rappresentare, per esempio, una città)
- le carte corografiche (si usano per rappresentare una regione)
- le carte geografiche (si usano per rappresentare uno Stato o un continente).

Esempi:
pianta:
carta topografica:
carta corografica:
carta geografica:

Nelle carte la realtà viene rappresentata mediante dei simboli, che possono essere dei piccoli disegni, oppure dei colori. Osserva le immagini seguenti:




In base ai contenuti si distinguono 3 tipi di carte:
- le carte fisiche
- le carte politiche
- le carte tematiche.
Le carte fisiche sono quelle che rappresentano gli elementi naturali di un territorio: monti, colline, pianure, fiumi, laghi, coste, mari, ecc.
Le carte politiche sono quelle che rappresentano gli elementi umani di un territorio: i confini di uno Stato o di una regione, le città (grandi e piccole), le vie di comunicazione, ecc.
Le carte tematiche sono quelle che rappresentano la diffusione in un territorio di un elemento relativo agli aspetti naturali o umani: il clima, il rischio ambientale, le lingue, le religioni, ecc.
Spesso le carte sono fisico-politiche, cioè rappresentano insieme gli elementi naturali e quelli umani di un territorio.

Carta fisica dell’Italia

Carta politica dell’Italia

Carta tematica sui paesaggi agrari dell’Italia



LE FOTOGRAFIE

Le fotografie sono uno strumento indispensabile nello studio della geografia.
Dal punto di vista tecnico possiamo avere 3 tipi di fotografie:
-         le fotografie scattate da terra
-         le fotografie scattate da un aereo (fotografie aeree)
-         le fotografie scattate da un satellite (fotografie satellitari)

Foto da terra
Foto aerea
Foto da satellite

Dal punto di vista del contenuto si distinguono 2 tipi di fotografie:
-         fotografie del paesaggio
-         fotografie di città


Le fotografie del paesaggio vengono classificate in base all’elemento dominante nella foto: possiamo così avere fotografie di un paesaggio di montagna, o di collina, o fluviale (cioè di un fiume), o marittimo, o rurale (cioè di campagna), o industriale (in cui si vede un’area dominata da costruzioni destinate alla produzione industriale) e così via.
Le fotografie di città possono rappresentare una città nel suo insieme (si chiamano foto panoramiche) o una parte della città, più o meno grande: possiamo avere fotografie che rappresentano il centro storico, o la periferia, o un monumento cittadino (una chiesa, un palazzo antico, un edificio simbolico di una città, ecc.), o una strada con i suoi negozi o con le persone che vi abitano e vi lavorano, o anche un dettaglio significativo.
Nei libri di Geografia le fotografie sono sempre accompagnate da una didascalia, che aiuta a leggere la fotografia e che spesso aggiunge informazioni necessarie a capire non solo la foto, ma anche il testo di cui fa parte (oltre che l’autore della foto).














Una foto con didascalia, tratta da un libro di Geografia in uso nella Scuola Secondaria di primo grado in Italia



TAVOLE STATISTICHE E GRAFICI

Indispensabili per studiare Geografia sono le tavole statistiche (o semplicemente tabelle) e i grafici che rappresentano i dati delle tavole statistiche.
Le tabelle sono serie di numeri che riassumono le quantità di un certo fenomeno: quanto sono lunghi i fiumi di una nazione, quanti abitanti hanno gli Stati dell’Europa, quanta popolazione è occupata in un certo settore lavorativo e così via.
In Italia è importante per la raccolta e la elaborazione dei dati riguardanti tutto il territorio nazionale l’Istituto Centrale di Statistica (che ha la sigla Istat), il quale esegue molte rilevazioni periodiche, utilizzando un campione rappresentativo della popolazione italiana, e ogni 10 anni esegue il Censimento generale della popolazione, che permette di conoscere dati importanti sugli abitanti dell’Italia.
Puoi dare un’occhiata al sito dell’Istat, cliccando sul link seguente: www.istat.it
Qui sotto hai un esempio di tabella, ricavata dal sito dell’Istat e riguardante gli stranieri residenti in Italia:

Non sempre è facile leggere una tabella statistica; spesso è più facile leggere un grafico, cioè un disegno schematico che rappresenta i dati statistici.
Ci sono grafici di vari tipi; i più usati sono
-         il diagramma cartesiano
-         l’istogramma
-         l’areogramma
-         l’ideogramma.

Ecco 4 esempi dei grafici appena citati (da sinistra a destra in senso orario: un diagramma cartesiano, un istogramma, un ideogramma, un areogramma); rappresentano l'aumento degli alunni stranieri nelle scuole italiane dal 2001 al 2013:

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